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Progetto senza titolo 1 1024x669scritto ancitoscana.it  

Sono passati quasi cinque anni dal 24 luglio 2020 quando la Regione Toscana approvò la legge sulla gestione dei beni comuni e del territorio.

Da allora molti Comuni hanno approvato i regolamenti e sono stati istituiti patti di collaborazione in ambiti diversi, dallo sviluppo urbanistico e territoriale al clima e alla protezione civile, dalla valorizzazione dei borghi all’ambito scolastico, dalla promozione culturale alla salute.

Questa mattina il convegno organizzato da Anci Toscana, Regione Toscana e Labsus è stato l’occasione per fare il punto e immaginare il futuro con rinnovato slancio, come ha sottolineato in apertura l’assessore regionale Stefano Ciuoffo.

Anche se sono molti gli aspetti ancora disattesi, la legge regionale 71, approvata subito dopo quella dell’Emilia-Romagna, ha impostato un’importante traiettoria su cui proseguire.
Negli ultimi due anni – come ha segnalato Rossana Caselli di Labsus – il tasso di crescita dei patti di collaborazione ha registrato però una lieve flessione con la sottoscrizione di 750/800 patti.

La carenza di personale, come ha rilevato anche il sindaco di Vicchio Francesco Tagliaferri, è una delle criticità più importanti, anche se quasi tutti i Comuni che in Toscana hanno approvato un regolamento non hanno un ufficio specifico assegnato.

Comuni piccoli o grandi comunque, come Rosignano o Livorno che stamani hanno riportato la propria esperienza, hanno impostato un lavoro importante su diversi ambiti: dai progetti di inclusione delle persone fragili alla prevenzione e gestione dei rischi idrogeologici.

“Stamattina è stato fatto un bilancio positivo per alcuni aspetti, per la diffusione dei regolamenti approvati, per alcuni importanti progetti realizzati, per l’autorità per la partecipazione toscana che mette a disposizione dei Comuni dei fondi” ha commentato il vicesindaco di Capannori e presidente regionale di Anci Giovani Matteo Francesconi. “Ora però ci diamo l’obiettivo di rilanciare tutti su questo tema in collaborazione con Labsus”.

“Raccolgo con rinnovata volontà l’impegno di portare un contributo positivo e propositivo per provare a dare uno slancio alla fondamentale legge regionale 71 del 2020 che sicuramente ha messo basi importantissime ma che ha bisogno di ulteriore spinta per diventare davvero patrimonio di tutti i Comuni della Toscana” ha sottolineato Alberta Ticciati, delegata ai beni comuni di Anci Toscana e sindaca di Campiglia Marittima.

Nell’ambito dell’accordo quadro con Regione Toscana, Anci Toscana è pronta a lanciare nei prossimi mesi un percorso di formazione sull’amministrazione condivisa dei beni comuni per i dipendenti degli enti locali che vorranno aderire.

Si ipotizzano tre moduli formativi con diversi obiettivi: fornire un panorama completo delle diverse forme di cura e di amministrazione condivisa dei beni comuni esistenti in Toscana; rafforzare la “comunità di pratica” con un focus sulle diverse esperienze di gestione condivisa dei beni comuni e di adozione dei regolamenti con la loro declinazione pratica in patti di collaborazione; evidenziare come l’amministrazione condivisa dei beni comuni possa rappresentare un’importante occasione di sviluppo locale, attivando sinergie fondamentali per aumentare il benessere di un territorio.

   

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