scritto da toscana-notizie.it
In atto un piano di investimenti per migliorare la strumentazione e la gestione dei campioni
La Regione investe con convinzione sui laboratori di sanità pubblica, che fanno un deciso passo in avanti: tre in tutta la Toscana, uno per area vasta, riuniti in un dipartimento interaziendale che aiuta il lavoro di squadra, ognuno con la sua specializzazione. Tre strutture che ogni anno sono in grado di processare circa 65 mila campioni ed analizzare 610 mila diversi parametri, grazie ad un personale di più professionalità composto da chimici, biologi, fisici, geologi e tecnici sanitari.
La Regione aveva istituito i tre Laboratori nel 2012, con l’obiettivo di lavorare su sinergie e economie di scala per abbattere i costi ed offrire migliori servizi ai cittadini. Ora, come gli anni precedenti, ha stanziato circa sei milioni di euro, per dar seguito alle strategie fissate.
“I laboratori di sanità pubblica rappresentano un pilastro fondamentale per la tutela della salute in Toscana”, dichiara Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. “Grazie agli investimenti costanti e alla professionalità del personale, queste strutture garantiscono un servizio di altissima qualità, contribuendo a proteggere la salute dei cittadini. La modernizzazione delle strumentazioni e l’innovazione nei processi organizzativi sono un segnale chiaro dell’impegno della Regione nel mantenere e migliorare un sistema sanitario pubblico all’avanguardia”.
“I laboratori svolgono una funzione determinante per la tutela della salute pubblica delle persone – commenta l’assessore al diritto alla salute della Toscana Simone Bezzini – Si tratta di un'attività spesso poco visibile all'esterno, ma di importanza strategica per garantire elevati standard qualitativi. Desidero pertanto esprimere il mio ringraziamento a tutte le professioniste e i professionisti che operano in questo settore fondamentale per il funzionamento del nostro sistema sanitario”.
“Poco meno di un anno fa – aggiunge - abbiamo istituito i dipartimenti interaziendali per creare ancora più sinergia tra le strutture ma anche promuovere formazione ad hoc per migliorare l’appropriatezza nella prescrizione diagnostica, ma anche definire nuovi modelli organizzativi per gli ospedali di piccole dimensioni. Un’azione che punta a migliorare ulteriormente la qualità dei servizi”.
Il laboratorio di Firenze si occupa per lo più dell’analisi chimica e microbiologica di alimenti di origine non animale, acque minerali e termali, materiali che stanno a contatto con gli alimenti, farmaci e cosmetici, di rischio biologico in ambiente sanitario e di sicurezza chimica. La struttura di Lucca è il centro di riferimento regionale per le analisi delle acque destinate al consumo umano, ma anche di piscina e di dialisi. Siena è specializzata nelle analisi di igiene industriale, nel rischio biologico in ambienti di vita e lavoro e nella taratura della strumentazione per la misura di parametri acustici: il laboratorio senese è anche riconosciuto dal Ministero della sanità come qualificato ad effettuare analisi sull’amianto. Misura anche la sicurezza delle lampade che usiamo a casa, in ufficio o nelle fabbriche, l’inquinamento acustico, le vibrazioni, radiazioni ottiche artificiali e campi elettromagnetici.
Tutte e tre le strutture, accreditate, lavorano per i dipartimenti di prevenzione delle Asl, ma anche per gli ospedali, privati cittadini, aziende ed enti pubblici e privati che possono accedere a pagamento alle prestazioni. I tre laboratori sono anche parte attiva della task force regionale su ambiente, salute e clima o di supporto per indagini epidemiologiche ad enti di studio, istituti di ricerca, Ars (l’agenzia regionale di sanità) ed Ispro (l’istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica).
In laboratori di questo tipo la componente tecnologica è importante e dal 2023, grazie ai fondi del Piano nazionale degli investimenti complementari al Pnrr, la maggior parte della strumentazione obsoleta è stata sostituita. L’investimento ha consentito ad esempio di acquistare microscopi elettronici a scansione, sistemi cromatografici con rivelazione selettiva di massa o rivelatori specifici, apparecchi per la Pcr in tempo reale. Gli ultimi acquisti verranno fatti entro dicembre del 2026. Saranno effettuati anche interventi sugli edifici che ospitano i laboratori, per renderli più funzionali e efficienti da un punto di vista energetico, e sui sistemi per la gestione dei campioni.