logo trasparente ombraL’associazione culturale Italia Nostra Arcipelago Toscano desidera ringraziare l’Amministrazione di Portoferraio per avere ospitato i nostri soci e altri cittadini desiderosi di conoscere come noi qualcosa di più sul recente restauro della Sala consiliare e delle Cerimonie del Comune, accolti anche questa volta dalla gentilezza della Consigliera Patrizia Cherici.

Il progetto di restauro ha un duplice pregio.   L’accurato lavoro di ricerca dei vari strati e sovrapposizioni delle pitture murali e delle travi, riportando alla luce colori e decorazioni nascoste da tre secoli, ha restituito alla sala e all’intera ala ottocentesca l’interpretazione giusta per poter essere capita e apprezzata nel suo contesto cinquecentesco.  L’altro aspetto che ha particolarmente colpito i partecipanti è stato constatare che il progetto, finanziato da fondi comunali, è nato da un’amministrazione ed è stato portato a termine da  quella successiva.  Si tratta di un caso di gestione armoniosa che ha assicurato il completamento di un intervento interessante, prezioso e necessario per la città. 

L’incontro non è stato solo descrittivo, ma ha portato i partecipanti a confrontarsi con alcuni temi cari all’Associazione, tra cui comprendere le funzioni, i contenuti, ma anche la forma, la logica degli spazi, la storia dei luoghi.  La storia del Palazzo della Biscotteria, sede oggi del Municipio, che fa inizialmente pensare alla produzione di gallette o pane per l’esercito e gli abitanti di Cosmopoli, è infatti ben più articolata di quello che racconta il suo nome odierno, ed è cambiata nel corso dei secoli, così come è cambiata la sua architettura.  La narrazione storica del grande edificio, spiegata con speciale attenzione dall’arch. Elisabetta Coltelli, è partita proprio dalla sua architettura ed è stata fondamentale per arrivare alla sala restaurata, ottocentesca. 

L’impressione, entrando nella sala luminosa, adesso, è cambiata profondamente. Abbiamo compiuto, in un paio d’ore, un viaggio di qualche secolo e di tante ricostruzioni, da Cosimo fino a Napoleone e ai giorni nostri. Molte sono state le domande spontanee nate al termine della visita, perché è solo così che si impara a conoscere quello che ci circonda, sia nei centri storici, ma anche nelle aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante e che potrebbero offrire delle prospettive di paesaggio uniche.   “Le Pietre e i Cittadini: le città come opere d’arte” era il titolo non a caso scelto per un progetto formativo di Italia Nostra anni fa.