Esco e mi trovo alla Porta ero in quel momento assorta, in certi pensieri vagabondi, di bambina, poco profondi. La vista era irreale la nebbia, coltre pesante, copriva il gran piazzale in un abbraccio possente.
E sotto quella bianca fuliggine un lampione, con timidezza, sprigionava la sua luce opaca con fierezza, incurante della caligine.
Era uno spettacolo affascinante per i miei occhi curiosi che, avidi e paurosi, trovavano il posto inquietante.
Un rumore improvviso mi fece trasalire, decisi di andarmene di gran carriera, ma detti un ultimo sguardo prima di sparire nel buio profondo della sera.
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